Oltre alla corretta conservazione in humidor, l’accensione di un sigaro è il fattore che più di ogni altro determina la qualità della fumata.
Dopo aver selezionato lo strumento d’accensione che più ci soddisfa ecco ora qualche piccolo consiglio per una accensione ottimale del sigaro.

0Oltre alla corretta conservazione, l’accensione di un sigaro è il fattore più importante che determina se fumare è piacevole o frustrante.
Una procedura affrettata o scorretta compromette l’uniformità della combustione, altera il bilanciamento aromatico dei tabacchi e introduce note estranee che non appartengono al blend.
Sapere come accendere un sigaro non è quindi una questione di etichetta, ma una competenza tecnica che permette agli aromi di svilupparsi nel modo previsto dal master blender.
In questa guida illustriamo gli strumenti consigliati e quelli da evitare, le fasi corrette dell’accensione con l’accendino jet flame, gli errori più frequenti e la tecnica per riaccendere un sigaro che si è spento durante la fumata.
Gli strumenti per accendere un sigaro
La scelta dello strumento è il primo passo. Tre sono le opzioni ammesse dalla tradizione e dalla pratica moderna: fiammiferi lunghi in legno, accendino a butano a fiamma larga e accendino jet flame (a fiamma turbo). Tutti gli altri dispositivi vanno scartati.
Strumenti consigliati
- Fiammiferi lunghi in legno di cedro o pioppo: tradizionali ed efficaci, a patto di lasciar bruciare completamente la testa di zolfo prima di avvicinare la fiamma al sigaro, così che l’odore acre dello zolfo non contamini il piede.
- Accendino a butano a fiamma larga (soft flame): il gas butano puro ha fiamma inodore. I modelli a doppia fiamma larga distribuiscono il calore in modo morbido e sono particolarmente indicati per i formati di ring gauge elevato. Unico limite: dopo uno o due minuti di uso continuato il corpo dell’accendino può scaldarsi sensibilmente.
- Accendino jet flame (torcia): probabilmente la scelta più pratica per la maggior parte degli appassionati. Esistono varianti a uno, due o tre getti; concentrano il calore in un punto preciso e permettono un’accensione rapida e uniforme. Va però maneggiato con consapevolezza, perché la fiamma raggiunge temperature prossime a 1300 °C (2372 °F).
Strumenti da evitare assolutamente
- Accendini a benzina (tipo Zippo con liquido): rilasciano idrocarburi aromatici che si depositano sulla foglia fascia e alterano in modo irreversibile il gusto del sigaro.
- Candele: la cera fusa e la fuliggine contaminano il piede del sigaro.
- Fidibus (strisce di cedro): pur eleganti e ancora utilizzati in alcuni locali di alto livello, sviluppano fuliggine e cedono note resinose che molti puristi giudicano invadenti.
- Vecchi accendisigari a filamento: tecnologicamente superati, oggi reperibili solo in negozi di antiquariato; pur producendo una combustione uniforme, non sono più una soluzione pratica.
Accendino Jet Flame: distanza, uso e precauzioni
L’accendino jet flame è oggi lo strumento più diffuso nelle sigar lounge e nelle tabaccherie specializzate. La sua efficacia dipende però dal rispetto di alcune regole:
- Distanza minima 3-4 cm: la punta della fiamma blu visibile non deve mai toccare il sigaro. Misurare la distanza dall’estremità del cono blu, non dall’ugello dell’accendino.
- Movimento controllato: la fiamma va indirizzata verso il piede del sigaro tenendo l’accendino leggermente inclinato, evitando di carbonizzare la fascia.
- Manutenzione: utilizzare esclusivamente butano raffinato a tripla o quintupla raffinazione, che riduce i residui nell’ugello e garantisce una fiamma pulita.
- Sicurezza: per i modelli a due o tre getti il calore percepito sulla mano è maggiore; alternare brevi accensioni e pause è preferibile a un’unica esposizione prolungata.
Le fasi cruciali per un’accensione impeccabile
L’accensione corretta richiede da uno a due minuti. La fretta è il principale nemico della fumata. Di seguito la sequenza completa.
- Preparare il taglio: prima dell’accensione il sigaro deve essere già tagliato in modo netto al cap, con tagliasigari a ghigliottina, a V o a punch. Un taglio irregolare comprometterà il tiraggio anche con un’accensione perfetta.
- Tostare il piede (toasting): tenere il sigaro a 45° con il piede a 3-4 cm dalla fiamma, senza portarlo alla bocca. Ruotare lentamente il sigaro tra le dita per qualche secondo, fino a quando la foglia comincia a scurirsi in modo uniforme su tutta la circonferenza.
- Rotazione continua: mantenere la rotazione del sigaro durante tutta l’esposizione alla fiamma. La rotazione è ciò che garantisce un fronte di combustione perfettamente circolare.
- Prima aspirazione di controllo: solo dopo che il piede appare uniformemente tostato, portare il sigaro alla bocca e tirare brevi boccate mantenendo la fiamma a distanza, senza mai farla risucchiare nel sigaro. Aspirare la fiamma genera punti caldi e una combustione sbilenca.
- Soffio di verifica: allontanare l’accendino e soffiare delicatamente sul piede. Il braciere deve mostrare un anello rosso continuo, senza macchie scure spente. Se sono presenti zone non accese, ripetere il toasting localmente.
- Primo puff: solo quando il braciere è uniforme su tutto il diametro, eseguire la prima vera boccata. È a questo punto che lo spettro aromatico del blend si rivela in modo pieno.
Solo con un bagliore distribuito uniformemente su tutto il diametro è possibile valorizzare l’intero spettro aromatico dei vari tabacchi e creare le basi per una combustione regolare per l’intera durata del sigaro.
Errori comuni da evitare
- Aspirare la fiamma nel sigaro: produce un’accensione disomogenea, surriscalda i tabacchi del legante e genera note amare già dalla prima boccata.
- Far toccare la fiamma blu al sigaro: a 1300 °C la fascia si carbonizza, rilasciando aromi di bruciato che persistono per tutta la fumata.
- Accendere senza ruotare: porta a un fronte di combustione obliquo, il celebre “canoe” che costringe a continue correzioni con l’accendino.
- Usare fiammiferi corti o da cucina: lo zolfo non ha il tempo di esaurirsi e contamina il piede.
- Far cadere o staccare la cenere iniziale: la cenere bianca compatta che si forma nei primi 2-3 cm regola il tiraggio e la temperatura di combustione. Va lasciata cadere spontaneamente, non rimossa nel posacenere a colpi di dito.
- Avere fretta: l’impazienza è il difetto più dannoso. Dedicare un minuto e mezzo all’accensione significa preservare un’ora di fumata.
Come riaccendere un sigaro spento
Un sigaro può spegnersi se viene lasciato nel posacenere per più di qualche minuto o se il tiraggio è stato troppo rado. La riaccensione, se eseguita correttamente, non compromette la fumata.
- Lasciar raffreddare: attendere almeno un minuto in modo che i residui di combustione interna si stabilizzino.
- Eliminare la cenere spenta: rimuovere delicatamente lo strato di cenere dal piede con il bordo del posacenere, mettendo a nudo i tabacchi.
- Soffiare via il fumo vecchio: tenendo il sigaro per la testa, soffiare attraverso il piede per espellere il fumo stantio rimasto nel ripieno. Questo passaggio elimina le note acri tipiche del fumo freddo.
- Ritostare il piede: ripetere la procedura di toasting con accendino jet flame o fiamma larga, rispettando la distanza di 3-4 cm e la rotazione.
- Verificare il braciere: prima di tirare nuovamente, assicurarsi che la combustione sia ripartita in modo uniforme.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per accendere un sigaro correttamente?
Tra uno e due minuti per i formati standard (Robusto, Corona). Per i formati di grande calibro (Double Corona, Gordo) possono servire anche due minuti e mezzo. Una procedura più rapida tipicamente produce una combustione irregolare.
Qual è la distanza corretta tra accendino jet flame e sigaro?
La distanza consigliata è di 3-4 cm (1-1,5 pollici) misurati dall’estremità della fiamma blu visibile, non dall’ugello dell’accendino. La fiamma non deve mai entrare in contatto con il tabacco.
Posso usare un accendino jet flame su qualsiasi sigaro?
Sì, ma per i sigari di ring gauge elevato o con fasce sottili e delicate (come molti puros cubani vintage) molti appassionati preferiscono un accendino a fiamma larga, che distribuisce il calore in modo più morbido e riduce il rischio di bruciare la fascia.
Devo togliere la cenere durante la fumata?
No. La cenere regola il flusso d’aria e mantiene stabile la temperatura di combustione. Va lasciata cadere spontaneamente. Solo se diventa instabile e rischia di cadere sui vestiti, conviene appoggiarla con delicatezza sul bordo del posacenere.
Cosa fare se il sigaro si spegne?
Lasciarlo raffreddare un minuto, rimuovere la cenere residua, soffiare attraverso il piede per espellere il fumo vecchio e ripetere il toasting con rotazione. Un sigaro riacceso correttamente entro la prima metà della fumata non perde qualità aromatica significativa.
Gli accendini a benzina rovinano davvero il sigaro?
Sì. I solventi e gli idrocarburi aromatici contenuti nel liquido degli accendini a benzina si depositano sulla fascia e sui tabacchi del ripieno, alterando in modo permanente il profilo aromatico fin dalla prima boccata.
Accendere un sigaro correttamente significa scegliere lo strumento giusto (fiammiferi lunghi, accendino a fiamma larga o jet flame), rispettare la distanza di 3-4 cm dalla fiamma blu, tostare il piede con rotazione continua, verificare il braciere con un soffio delicato e attendere un anello rosso uniforme prima del primo puff.
Ricordare infine che la cenere è alleata della combustione: non va mai rimossa forzatamente, ma lasciata cadere quando la sua coesione naturale viene meno.






